di Avv. Vincenzo Maria Pasqua.
Introduzione.
Un recente decreto legge ha disposto un ulteriore rinvio per l’entrata in vigore del nuovo processo di famiglia – come viene comunemente inteso – previsto dalla c.d. “Riforma Cartabia”, che nel 2022 ha profondamente inciso sul processo civile.
In attesa del nuovo rito, pertanto, continuano a operare le norme attualmente in vigore che vedono distribuita la competenza in materia di minori e famiglia ripartita fra diversi Organi giudiziari, con tutte le difficoltà del caso per cittadini e operatori del diritto.
Le modifiche della Riforma Cartabia.
Com’è noto, la c.d. “Riforma Cartabia” (d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149) con l’art. 3, ha introdotto nel Libro II del codice di rito civile il Titolo IV-bis (articoli da 473-bis a 473-bis.72 e art. 473-ter) che contiene il nuovo procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie.
Obiettivo della riforma è certamente quello di razionalizzare la disciplina in materia, che attualmente ripartisce la competenza fra tre diversi Organi Giudiziari (Tribunale per i Minorenni, Giudice Tutelare e Tribunale Ordinario), istituendo un rito modellato su previsioni generali unitarie.
Lo stesso decreto legislativo, con l’art. 49, ha dettato la disciplina transitoria relativa ai procedimenti pendenti.
Il “decreto giustizia 2025”.
Tale norma è stata poi modificata con il primo comma dell’art. 6 del c.d. “decreto giustizia 2025” (d.l. 8 agosto 2025, n. 117, convertito dalla legge 3 ottobre 2025, n. 148), che ha modificato il primo comma del suddetto art. 49, fissando al 17 ottobre 2026 l’avvio del nuovo procedimento in materia di persone, famiglia e minori.
Il “decreto giustizia 2026”.
Adesso, con il decreto legge 12 giugno 2026, n. 100, convertito dalla legge 7 agosto 2026, n. 145 (c.d. “decreto giustizia 2026”) viene apportata un’ulteriore modifica a tale norma.
Il terzo comma dell’art. 3 (rubricato “Disposizioni di proroga in materia di giudice per le indagini preliminari, sale server e Tribunale delle persone, dei minori e della famiglia”) di tale decreto legge dispone infatti: “All’articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, le parole «quattro anni» sono sostituite dalle seguenti: «cinque anni».”
Per effetto di tale mini-modifica l’entrata in vigore del nuovo procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie viene rinviata al 17 ottobre 2027, rimanendo pertanto operativo fino a tale data l’articolato sistema di disposizioni che ripartiscono la competenza tra Tribunale per i Minorenni, Giudice Tutelare e Tribunale Ordinario.
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