di Avv. Vincenzo Maria Pasqua.
Fattispecie – Giurisprudenza – Profili problematici – Misure di protezione.
Il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi, previsto e punito dall’art. 572 del codice penale, presenta l’attuale configurazione dopo una serie di modifiche della norma, anche recenti e di non poco momento.
Si tratta di una fattispecie delittuosa, ricompresa nell’ambito della c.d. “violenza di genere”, alquanto ricorrente nelle cronache giornalistiche e nei programmi televisivi, per lo più votati alla mission dell’indebita anticipazione e dell’approssimativa definizione mediatica dei processi; e più il caso è disturbante, più piace (recte: lo si fa piacere) al pubblico televisivo.
In punto di diritto, però, il reato in parola presenta degli aspetti di indubbia valenza tecnica, senza la cui conoscenza difficilmente ci si può fare un’idea chiara dei risvolti concreti dei vari casi, senza scadere nel puro voyerismo televisivo.
Proviamo a tracciare a grandi linee le caratteristiche della fattispecie e i suoi profili probatori, la cui definizione è indispensabile al giudice per accertare la verità processuale in questo delicato ambito della patologia dei rapporti interpersonali intra moenia, cioè al chiuso delle pareti di casa: il luogo, se non peggiore, forse più inaspettato dove si può subire un abuso.
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